CERVI DAINI MUFLONI E CINGHIALI

CACCIA A POGGIO AQUILONE

In una delle zone più suggestive dell'Umbria vicino Todi la OKKAPPA organizza battute agli ungulati tutto l'anno, dall'altana, alla cerca , presso un azienda agrituristica venatoria di 300 ettari, dove è possibile per gli appassionati cacciare anche con l'arco.
I nostri clienti potranno inoltre soggiornare in residence finemente arredati e intonati all'architettura locale, che dispongono di camera, salottino, cucina e bagno.


E' possibile cacciare alla cerca, dall'altana e all'aspetto.

PERIODO CONSIGLIATO

Daino
01.09 - 28.02 Femmina
Tutto l'anno Sottile e giovane
Tutto l'anno Fusone
01.09 - 31.05 Balestrone
01.09 - 31.05 Con pala fino a 10 cm
01.09 - 31.05 Con pala fino a 15 cm
01.09 - 31.05 Con pala fino a 20 cm
01.09 - 31.05 Oltre 20 cm


Cinghiale all'aspetto
Tutto l'anno femmine/giovani
Tutto l'anno maschi da trofeo


Possibilità di organizzare battute dalle 6 alle 10 persone.
Numero partecipanti minimo 6
Degustazione prodotti tipici
Pernottamento in appartamenti

 




TODI

Un'altra riserva dove organizziamo la caccia alla selvaggina grossa è in Umbria vicino Todi. La zona di caccia si estende su di un territorio misto tra boschi e prati pascoli, con una popolazione di cervi, daini, mufloni, caprioli e cinghiali.
La caccia si fa da appostamento fisso o alla cerca per un numero massimo di 5/6 ospiti giornalieri.
L'ospitalità dei cacciatori è prevista all'interno della Tenuta in un Agriturismo molto accogliente.

 




Tipologia di caccia:
Da appostamento su altana
Alla cerca
Cacciarella al cinghiale in battuta su palchetto
Per i più esperti possibilità di caccia con l'arco.

 

Descrizione dei palchi dei cervi

Trofeo: i palchi portati dal sesso maschile, a caduta stagionale (febbraio marzo e anche maggio nei giovani di 1 anno) pulitura da luglio ad agosto, sono vere ossa, hanno percio' oltre ad una nascita anche una morte. Questa si trasforma in caduta del palco stesso, caduta alla quale segue una rigenerazione dello stesso, dapprima con tessuto molle piu' o meno cartilaginoso e fortemente irrorato dal sangue, percorso da nervi e difeso da un'epidermide vellutata detta appunto velluto. Questo ultimo viene tolto o cade ad avvenuta ossificazione dei palchi: cervo, daino e capriolo puliscono il loro trofeo.tutti i cervidi perdono o meglio gettano i palchi. I palchi sono la prosecuzione di strutture ossee alquanto inclinate (verso l'indietro) dette steli: questi ultimi non hanno nessuna parentela con le ossa delle corna. Persino la dislocazione sui frontali e' diversa. Gli steli crescono alcuni mesi dopo la nascita e mancano nelle femmine ( eccezione la renna unico cervide in cui i palchi sono presenti nei due sessi.
 I primi palchi crescono semplicemente come un prolungamento degli steli: la loro caduta deriva dalla completa ossificazione della parte terminale che, ormai morta, e' saldata alla sottostante parte viva in modo meccanico. Una loro caratteristica e' di essere privi della ros, rigonfiamento basale che segna il punto di contatto fra stanghe e steli e che compare solamente nella seconda serie di palchi. Il velluto protettivo e' fatto di peli che possiedono ghiandole sebacee ma anche odorose ed e' riccamente innervato. Fra il velluto e la sostanza ossea decorrono canali sanguigni di buone dimensioni che si ramificano poi in capillari.
 L'accrescimento dei palchi e' notevole. Nelle specie con trofei di grandi dimensioni (cervo e altre) si hanno accrescimenti giornalieri fino a 2 cm per ciascuna stanga o di 6 cm in totale ( delle cime presenti). La struttura cosi' formata si riempie di sali di calcio, ossificandosi, appena i palchi raggiungono da un terzo alla meta' del loro sviluppo definitivo. Con la completa ossificazione dei palchi i grandi vasi sanguigni si strozzano, vengono eliminati u capillari e il velluto, seeccatosi, cade a brandelli o viene tolto mediante il soffregamento contro piante legnose.
 I palchi appena puliti sono bianchi (color osso) e si colorano in seguit all'azione combinata del sangue (ancora contenuto nelle porosita' delle stanghe) e anche dei succhi delle piante. I cervidi che puliscono in recinti privi di alberi o arbusti hanno palchi molto chiari, giallo biancastri per questo motivo. Le parti piu' mineralizzate (cime) sono piu' chiare, sino al bianco, perche' manca la porosita'. Quando esse sono scure (cime marce) e' vero il contrario.
 L'ormone maschile , tsh, secreto dai testicoli, ha una influenza decisiva sulla formazione dei palchi. Sembra che minime quantita', prodotte solo per pochi giorni, ne attivino la riformazione dopo la caduta, mentre quantita' successive e maggiori decidono sulla mineralizzazione. La caduta di una stanga e' seguita dopo brevissimo tempo dalla cadta dell'altra. Irregolarita' a questo proposito sono probabilmente sintomo i stress sociali o denutrizione.
 La castrazione provoca l'assenza dei palchi, se subentra prima della crescita degli steli. Altrimenti i palchi presenti cadono e ricrescono senza mai solidificarsi, con progressivi e stagionali accumuli di materiale largamente poroso e leggero, lussureggiante, che mai si ossifica completamente. La rottura di una stanga non provoca conseguenze sull'assetto futuro dei palchi: essa e' una formazione architettonica temporanea. Una lesione degli steli invece causa non tanto l'assenza del palco corrispondente, perche' il suo piano di costruzione e' ancora tenuto in salvo nella zona cerebrale che funge da cassaforte.

 


PER INFORMAZIONI:

Alberto Banchetti
Tel
. 335 5308396

Ufficio. 06 5883216
FAX 06 58348688
e-mail: okkappa@inwind.it


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