QUALCHE INFORMAZIONE TURISTICA

Il Montenegro, in montenegrino Republika Crna Gora tradotto “Montagna nera”, è uno stato situato nei Balcani sud-occidentali che si affaccia sul Mar Adriatico. Confina con Serbia, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo.
Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è uno stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio 2006.
Conta 598.000 abitanti e una superficie di 13.812 km². La capitale è Podgorica.
Il fascino di questa terra è strettamente legato ai caratteristici contrasti paesaggistici, frutto della sua conformazione morfologica in base alla quale è possibile infatti suddividerne il territorio in quattro regioni geografiche:
-La costa: Separata dall’interno del Paese dalle montagne calcaree di Rumija, Sutorman, Orjen, e Lovćen è molto frastagliata, si alternano spiagge rocciose e sabbiose, con numerose baie, la maggiore delle quali è rappresentata dal complesso delle Bocche di Cattaro.

Vanta un mare di raro splendore con acque limpide e splendidi fondali, oggi molto apprezzato dal turismo balneare.
- Le pianure rocciose: In completo contrasto con quelle della costa sono invece caratterizzate da una natura brulla dovuta alla prevalenza del calcare nel sottosuolo che drenando le acque rende gli approvvigionamenti di acqua piovana insufficienti allo sviluppo di una flora rigogliosa.
- La depressione centrale: Abbraccia il lago di Scutari ed è la zona più fertile del paese, non a caso infatti anche quella ove si registra la maggiore densità di popolazione, qui sorgono le due principali città del Montenegro: Podgorica e Nikšić. In quest’area si trova anche il Parco Nazionale del lago di Scutari.
- Le alte montagne: Queste catene montuose appartenenti alle Alpi Dinariche meridionali, situate nella parte settentrionale del paese, sono ricche di pascoli, foreste e laghi di montagna. I fiumi Piva, Tara e Morača con i loro affluenti hanno scavato stretti canali nella roccia calcarea creando canyon dalla bellezza unica. In questa regione è possibile visitare anche due magnifici parchi nazionali: Biogradska Gora e Durmitor.

Una curiosità, il nome che tradotto significa “Montagna nera”, fu introdotto dai veneziani e fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano questi rilievi così come era possibile vederli dal mare.
Non ostante la ridotta estensione il Montenegro è però un scrigno che può vantare tante piccole perle:
Ulcinj è la più meridionale città del Montenegro, annovera la spiaggia più lunga dell'Adriatico (13 Km) e in estate è meta di molti turisti, qui la zona costiera si allarga e si collega con la foce del fiume Bojana, con molti laghi e paludi. Situata vicino al confine albanese, Ulcinj e i suoi dintorni, hanno un aspetto completamente orientale formatosi durante tre secoli di domino ottomano con una popolazione in maggioranza albanese e musulmana.
La città ha origini antichissime, ha conosciuto il dominio illirico, romano, bizantino, serbo, veneziano per essere conquistata dai turchi nel 1571 e poi trasformata in una base di pirati. Da qui le loro veloci navi pattugliavano l'Adriatico per attaccare le navi cristiane e riportare in porto schiavi e ricchi bottini. I numerosi tentativi veneziani di riconquistare la città non hanno dato risultati. Nel XIX secolo i feroci pirati si trasformarono in pacifici mercanti e navigatori e infine nel 1878 il Congresso di Berlino consegnò la città al principato del Montenegro.
La città antica, situata su una collina sopra una spiaggia sabbiosa di 650 m, è completamente conservata, con il suo castello, le mura difensive, le strette vie e le moschee. Intorno si è sviluppata una città, dove i moderni edifici (alberghi, ristoranti, ecc.) si mescolano con edifici esotici di architettura orientale-ottomana, numerose sono le botteghe di artigiani, caffè e bazar. La cornice esotico-orientale è data non solo dalla scenografia architettonica, ma anche dalla mentalità, dai costumi e dalla cucina. Alla foce del fiume Bojana, vicino al confine con l'Albania si trova l’isola di Ada Bojana, composta dalla sabbia accumulata per millenni dal fiume, un vero paradiso naturale, con un villaggio turistico di nudisti.
Bar è una città dalle lunghe spiagge e dal clima caldo. La stagione balneare inizia alla metà di maggio, quando la temperatura raggiunge i 23 gradi centigradi e continua fino a novembre. E’ il porto più grande del Montenegro, dove oltre alle navi mercantili attraccano anche molti traghetti che la collegano con altri porti adriatici tra cui quelli italiani. Si tratta di una città relativamente nuova, sviluppatasi, insieme al porto nel corso del XX secolo.
Di origine molto antica invece è Stari Bar (Bar vecchia), fu chiamata Antibereos dai Greci, Antibarum dai Romani, mentre Bar è il nome Slavo. Situata su una collina a quattro km di distanza dalla omonima e moderna sorella, questa città ha ricoperto un importante ruolo come centro del potere politico e religioso nel medioevo, dal XI secolo sede dell'arcidiocesi e dei sovrani montenegrini. Nel XV secolo passò sotto il potere di Venezia, conquistata poi dai Turchi nel 1571, dopo il Congresso di Berlino nel 1878 divenne parte del principato del Montenegro. In seguito fu abbandonata, quando i suoi abitanti si spostarono verso la riva del mare. Ora è una città fantasma ricca di suggestioni e fascino che ha conservato il suo aspetto medievale, le sue mura difensive e i resti dei palazzi, delle chiese e delle moschee. Il grande Re Nicola amava soggiornare a Bar e vi aveva eretto la sua residenza estiva.
Questa è la regione dei grandi olivicoltori e produttori di olio d’oliva. Qui infatti si può trovare la pianta d’olivo più antica del mondo, l’Olivo di Mirovica nato duemila anni fa. Si narra che le famiglie in lotta stipulassero la pace sotto le sue abbondanti fronde. L’olivo e il porto in continua espansione, sono diventati i simboli più importanti di Bar. Secondo la leggenda nessun abitante di Bar può sposarsi prima di aver piantato almeno dieci esemplari del nobile albero mediterraneo. Tradizionalmente non si pianta un olivo per sé stessi ma per i propri figli, nipoti e pronipoti, poiché occorre aspettare molti anni prima di ottenere i primi frutti. Molti antichi olivi portano il nome della persona che li ha piantati ed ancora oggi gli olivi più vecchi, quelli che danno i frutti migliori, portano il nome dei loro proprietari.

L’antica città di
Budva, cinta dalle mura di difesa, è un vero gioiello urbanistico ed architettonico. Fondata, secondo la leggenda, in tempi remoti da Cadmo ed Armonia che arrivarono in questa zona alla ricerca della principessa fenicia Europa, rapita da Zeus, ha conservato il suo aspetto antico, nonostante i frequenti assedi e terremoti. Di origine greco-romana, nel medioevo fu governata da re Serbi e in seguito entrò a far parte dei domini della città di Venezia. La dominazione veneta durò per più di tre secoli fino a quando alla fine del XVIII secolo subentrarono gli Asburgo d’Austria che la conservarono fino al 1918, anno in cui entrò a far parte del regno di Yugoslavia.
La città vecchia è caratterizzata da un’architettura tipicamente mediterranea e sorge su un’isoletta collegata inizialmente alla terra ferma da una lingua di sabbia che con il tempo si è trasformata in penisola. È circondata da bastioni risalenti al XV secolo che formano un sistema di fortificazione medievale con porte, mura difensive e torri.
Le strette e tortuose vie, le piazzette, le chiese e le fortezze offrono un ambiente incredibilmente suggestivo.
Durante la stagione estiva, la riviera di Budva è molto vivace e offre diverse possibilità di svago.
Da qui in barca è possibile raggiungere in poco tempo
Drobni Pijesak, spiaggia selvaggia, caratterizzata da una fonte di acqua dolce che sorge circondata dal mare.
Davanti la città di Budva inoltre si trova
l'isola di San Nicola, con i resti dell'antico convento e della chiesa, circondata da un mare cristallino. Qui inseriti nella vegetazione mediterranea ci sono ristorantini e bar all'aperto, durante il giorno posto ideale per il rinfresco e per il bagno, durante la notte, veri e propri focolai di vita notturna.
Assolutamente da non perdere poi sono le
Bocche di Cattaro che rappresentano una delle meraviglie naturali dell’area Mediterranea grazie alla bellezza del paesaggio, alla ricchezza biologica e alla forte eredità storica e antropologica. La regione è circondata da alte montagne che raggiungono i 1895 m del Monte Orjen. La particolarità della conformazione geologica, unita ad una sorprendente varietà climatica, spiegano la ricchezza della fauna e della flora.
Le Bocche di Cattaro penetrano per 28 Km la costa, costituiscono una simbiosi armonica tra vari ambienti naturali e un ricco patrimonio artistico. Rappresentano il più grande fiordo del Mediterraneo ed anche il più affascinante dove l’azzurro del mare viene circondato dai pendii dei monti Lovćen e Vrmac e dal Parco Nazionale di Lovćen e Orjen. Lo splendore di quest’area spiega il fatto che sia stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO.